Entrato in ruolo come docente di Filosofia, nell’a.s. 1985/1986, come tutti i colleghi ho sofferto la stato di frustrazione della categoria stretta fra la grande responsabilità di una professione delicatissima e, invece, scarsissimi riconoscimenti sociali ed economici.

È scattata, quindi, in me immediatamente la passione sindacale (forse anche per retaggio familiare: da sempre avevo sotto gli occhi il lavoro che faceva mio padre in campo sanitario per i medici condotti). Mi sono buttato subito a capofitto e sono stato uno dei fondatori a livello nazionale dell’Associazione professionale e sindacale Gilda degli insegnanti .

Sono stato componente della segreteria nazionale della Gilda degli insegnanti e a questo titolo ho partecipato alle trattative nazionali per i rinnovi dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro. In particolar modo ho partecipato a tutte le fasi del CCNL del 1988 che, a seguito dei movimenti di protesta nati nella Categoria, fruttò al personale della scuola circa £ 520.000 medie di aumento.

Sono stato coordinatore Prov.le della Gilda degli insegnanti sino a quando, nel 1992, diventato Preside, ho dovuto, per ragioni statutarie, dimettermi da Responsabile Prov.le. Sono tutt’ora iscritto alla Gilda degli insegnanti, oltre che all’Associazione Nazionale Presidi. Io penso, infatti, che essere Presidi significhi consentire ai docenti di svolgere al meglio la loro delicata funzione. Un buon Preside, per me, è quello che i docenti considerano la propria risorsa più importante.